trabocco

Costa dei Trabocchi

I trabocchi sono antiche macchine da pesca su palafitta, tipiche delle coste abruzzesi. Detta tecnicamente bilancia, è presente su litorali poco profondi e si caratterizza per la presenza di una piattaforma in posizione trasversale rispetto alla costa. Tra Francavilla al Mare e San Salvo è possibile osservare la maggior parte di questa costruzioni in legno. Questa zona, nota in tutta Italia per la bellezza e l’eterogeneità dei paesaggi, presenta alcuni tratti di spiaggia bassa e sabbiosa − come a Francavilla, Ortona, Casalbordino, Vasto e San Salvo −, alcuni tratti a ciottolame – è il caso di Fossacesia e Torino di Sangro −, altri tratti alti e rocciosi − a San Vito Chietino e Rocca San Giovanni −. Per i turisti è possibile visitare la maggior parte dei trabocchi, alcuni dei quali, negli ultimi anni, sono stati trasformati in caratteristici ristoranti.

Riserva Naturale di Punta Aderci

Si estende lungo la costa abruzzese tra la zona a nord del porto di Punta Penna e la foce del Sinello. Caratteristico è il promontorio presente dal quale è possibile ammirare il Parco Nazionale della Majella che dista solo 1 ora di auto. All’interno della riserva sono presenti molte spcie di piante tra cui l’alga rossa più bella del Mediterraneo. Per gli amanti del birdwatching Puna Aderci è una meta molto ambita, infatti è possibile avvistare all’interno della riserva, fratini, fenicotteri maggiori, l’airone cenerino, nitticore, sgarze ciuffetto, tarabusini, garzette, gruccioni, martin pescatori, cinciallegre, saltimpali, cappellacce, beccamoschini, occhiocotti, sterpazzole, gheppii, sparvieri e poiane.

Al largo, infine, non mancano mai i delfini del genere Stenella o il tursiope, oltre a diverse altre specie marine tipiche del mar Adriatico.

Natura selvaggia presso la riserva naturale di Punta Aderci
vasto

Vasto

Situato su un promontorio che sorge sull’omonimo golfo, Vasto è uno dei principali centri della provincia di Chieti, particolarmente noto e frequentato a livello turistico. Visitandolo, è impossibile rinunciare a una passeggiata sulla Loggia Amblingh, il belvedere dal quale si può ammirare il Golfo di Vasto, o addentrarsi nei caratteristici vicoli del centro storico, dove si trovano, oltre a numerosi negozi e locali, il Palazzo D’Avalos, un tempo dimora dei marchesi di Vasto, la Cattedrale di San Giuseppe, costruita nel XIII secolo, la Chiesa di Santa Maria Maggiore, circondata da botteghe artigianali, e il Castello Caldorese, adiacente alla piazza principale in cui è situato il monumento a Gabriele Rossetti, o ancora fermarsi a degustare il famosissimo brodetto di pesce alla vastese, uno dei principali piatti tipici locali. Vasto Marina, sulla cui scogliera spicca il monumento alla Bagnante, uno dei simboli della città, ha inoltre ottenuto per undici volte − di cui sette consecutive − il titolo di Bandiera Blu d’Europa.

Parco Nazionale d’Abruzzo

Il Parco nazionale d’Abruzzo, insieme al Parco Nazionale del Gran Paradiso è il più antico parco d’Italia. A livello internazionale è noto per il ruolo che ha avuto e che ha nella conservazione di alcune tra le specie faunistiche italiane più importanti, quali il lupo, il camoscio, l’orso bruno marsicano, il cervo e il capriolo. Si estende prevalentemente sui Monti Marsicani, una delle principali dorsali dell’Appennino abruzzese, e per circa due terzi della sua superficie è ricoperto da boschi di faggio. La sua posizione centrale nella penisola italiana e i diversi ampliamenti effettuati nel corso degli anni in territori paesaggisticamente vari hanno fatto di questo parco un prezioso serbatoio di specie floristiche rare ed endemiche. È possibile accedervi dall’alta Marsina (uscita di Pescina dell’A25) e dall’Alto Sangro attraverso la Strada statale 83 Marsicana che lo attraversa da nord a sud-est toccando centri turistici come Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Barrea e Alfedena. Accessi secondari provengono da Cocullo (A25) attraverso la Strada statale 479 Sannite passando per la Valle del Sagittario e Scanno-Passo Godi, e dal territorio laziale attraverso il valico di Forca d’Acero e l’omonima Strada Statale 509.

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